i “lacci” di Starnone liberano i ricordi.

una cavalcata ,feroce,dissacrante, nel rifugio ,sacro e profanato,della Famiglia,istituzione a garanzia di tranquillita’ sociale ,piu’ che personale, Una scrittura che trascina come un giallo psicologico,con ritmo perfetto,con intervalli e crescendi musicali.

A seconda dell’eta’ e delle esperienze ,il lettore soffre ,immancabilmente,molto.Rabbia per  essere stato scoperto, vergogna delle evidenti azioni smascherate, tristezza del tempo scaduto,per me ad esempio, o buoni consigli per chi ha ancora tempi a disposizione.

Ma la circolarita’ delle vite,l’uscire e rientrare senza ,spesso,nobili motivi o sentiti pentimenti, crea un po’ ,tanta, disperazione.Poi,al solito,ci si prepara a ricolorare la nostra esperienza passata, ci si accuccia in belle immagini,qualche buona parola,persino qualche bella foto,cancellando quelle che,probabilmente,abbiamo gia’ strappato,per paura o vergogna, e ci ripresentiamo sul sentiero della attuale vita,comunque,familiare.E’ il nostro spazio,piu’ o meno allargato, piu’ o meno accettato, e lo consideriamo “solo” un bel libro scritto bene e con passione,ma noi siamo vissuti diversamente…

Dovrebbe essere letto,a tutte le eta’,come proponimento,preghiera?, nelle scuole e nei bar.Potrebbe servire a specchiarci.Prima,durante e dopo la Famiglia.